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Visualizzazione dei post da aprile, 2025

"Za!" senza esclamativi

  Vignetta di Leonardo D'Orsi Il giornale non era proprio un giornale (usciva una volta al mese), e morì stravecchio che aveva appena compiuto un anno. Lo avevamo chiamato "Za!", parola che i miei compaesani conoscono bene. "Za!" per dire "vattene via, bestiaccia!", di solito ai cani puzzolenti della miseria triste che gira annusando la merda, propria e altrui; ti somigliano, lo sai, e tu non hai voglia di specchiarti nelle pozzanghere mentre vai a spasso pensando a niente. Qualche volta lo dici ai fastidi della vita, alla sfiga, ai conti che non vogliono tornare. Una sillaba-amuleto contro il malessere in forma di bastardo. Za! Za! cazzo... Za! Il termine però si adattava anche a fissare l'atto del taglio, come variante più perentoria e sciccosa di “Zac!”. L'esclamativo certificava il gesto come l'alzabandiera di un notaio. Nell’autunno del 2004 io e un amico, che chiamerò con lo pseudonimo di Franco Gravino , volevamo "dare fuoco agl...