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Festa di compleanno

  Drew B. bassa 6 agosto: ha inizio il sabba mistico dei bambini che sanno e non parlano, che conoscono il silenzio delle stelle abrase dalla notte di Valpurga; dei bambini che parlano con il Doppio guardando il tramonto dalla finestra della loro stanza tappezzata di poster di cantantesse e lottatori in tanga. I bambini che sanno come si allungano le tibie (basta allentare i bulloni della barra di titanio conficcata nelle ossa); i bambini che pensano in terza rima e piangono in falsetto; i geni inconfessati che sbavano la minestrina mentre ripetono la lezione di greco senza averlo studiato e compongono inni per il Signore del primo piano (un seviziatore di gatti che ha scontato la pena e ora alleva pitoni di caucciù); i bambini che risolvono le equazioni seduti sul vasino. I geni precoci, gli enfant prodige, Dean, Drew, Macauley, Uto, Matteo, sniffatori di neve a sei anni, alcolisti a nove o (peggio) divoratori di lattughe e semi di chia, gli attori dei monologhi che ricordano al m...
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Sopra e sotto il rigo

  Lucio Battisti (1943-1998), cantautore italiano. In coppia con Mogol-Giulio Rapetti, ha composto alcune tra le canzoni più famose della musica italiana, non sempre leggera. Ancora tu è il brano che ha impedito a tante coppie felicemente separate di trasformare la separazione in divorzio. A dispetto dei figli.   Carmelo Bene (1937-2002), attore e rivoluzionario salentino. Il suo Hommelette for Hamlet è la prova inoppugnabile che in arte “fare la frittata” è cosa buona e giusta. La leggenda secondo la quale urinò sul pubblico durante una rappresentazione a Roma, è un’invenzione certificata da un processo con assoluzione dell’imputato. Motivazione: Carmelo Bene nella pièce interpretava Gesù Cristo, che l’acqua la trasformava in vino.   Silvio Berlusconi (1936-2023), imprenditore e statista milanese. Ci ha regalato: un mondo “bipolare”, il connubio di interessi, un nuovo inno nazionale (come attacco scartò subito Avanti popolo della libertà alla riscossa ), il pup...

Una specie di innocenza

  Fotogramma di Le Trou (1960) Appena imparata una parola, sentivo il bisogno di strapparla dalla confezione in cui era sigillata e metterla in circolo in un discorso. La parola “ano” non la conoscevo fino al giorno in cui la maestra me ne spiegò il senso, correggendo il refuso di un tema d’italiano (giuro, una dimenticanza: non facevo errori di ortografia dalla prima elementare). La definizione mi accarezzava il lobo col respiro naftalinico della vergine sfarinata: “L’ano è... bisp bisp bisp…” e mi dava un brivido di cui non riuscivo a vergognarmi. L’occasione per esibire il nuovo acquisto arrivò pochi giorni dopo. Saul mi aveva puntato dal fondo dell'aula, appicciando gli occhi verdi che facevano impazzire mia sorella. Mi venne incontro dall'ultimo banco per dirmelo: domenica saremmo usciti con le ragazze. Per sé Saul aveva scelto F., la più bella della classe. Io mi sarei dovuto accontentare di P., che era un po' meno bella ma senza croste sulla testa. Aveva...

Retrobottega del retore

Immagine di Sarah DeRemer L'editing va fatto prima di tutto sui nostri pensieri. Il " visto, si stampi " vale solo per le parole meno perentorie. Ogni tanto, come formula igienica, ammettere di aver detto una stronzata; ciò darebbe all'irritante "l'avevo detto" un senso di quieta franchezza: chi ammette di avere sbagliato, intenerisce gli ascoltatori a cui sarebbe piaciuto a prescindere. Dare ragione all'interlocutore anche se ha torto, e poi finirlo usando le sue parole contro di noi. Non citare Voltaire a sproposito. Non citare nessuno scrittore a sproposito. Non citare nessuno scrittore. Meglio rubargli un pensiero e dire che è nostro; nel peggiore dei casi, si farebbe la fine di Lello Arena in Ricomincio da tre ("Chi parte sa da cosa fugge..."). Non fare pesare all'interlocutore la nostra superiorità culturale, a meno che quello più colto non sia lui. Rispettare chi non la pensa come noi, quando abbiamo torto. Non rispettarlo, qu...

Forse era meglio il libro

A - Ieri ho visto Lo spretato di Renato Qualcosa , con Riccardo Eccetera e altri attori eccellenti di cui non ricordo i nomi, perché mi sono perso i titoli di testa. C'è questo prete meridionale - interpretato dall'ineffabile Riccardo Eccetera, meridionale anche lui, di Trani o di Andria - che nel confessionale ascolta i peccati dei mafiosi , i quali nel segreto della confessione gli dicono, in confidenza: "Ho ammazzato quello, ho spacciato questo e quest'altro, ho strangolato, sciolto nell'acido, ho trafficato nel traffico, ma a messa sempre, eh, la Madonna chi non la venera l'ammazzo!" E il prete tra sé e sé: "Vabbè, sono ragazzi... chi è senza peccato..." Però dai e dai si stanca di sentire ogni volta la solita tiritera, e quindi decide di cambiare lavoro, di farsi uomo d'onore tra gli uomini d'onore, per comprenderne i tormenti, i dubbi e le piccole certezze: quella faccenda della mafia sarà poi tanto brutta? Diventa un crimin...

Glossarietto triste

Alberto M. e Giorgio C. Eins - " Valoriale ": aggettivo terribile, abusato da Floro Floris nel suo accoglientissimo tinello televisivo, è un (ex) neologismo che non significa niente, alla moda e inutile come la carta igienica profumata negli anni 80 . Zwei - " Attoriale ": come sopra, con la differenza che a usare l'aggettivo sono gli attori, sulla cui bocca suona più storto del naso di Cicalone . Drei - "Amicale": ottimo per gli amici degli amici degli attori ricchi (loro sì) di valori. Vier - " Pregiudiziale ": aggettivo sostantivato tra i più urticanti della lingua italiana umiliata e offesa dai giornalisti, come aggettivo puro è ancora più loffio. Ma il mio è solo un pregiudizio. Fünf - " Immemore " al posto di "immemorabile": "Non vado al cinema da tempo immemore..." L'aggettivo pentito che, come il Luca di una nota canzone, era qualcosa e ora non più: prima eravamo noi che non ricordavamo il tempo pass...

Primo al traguardo

  A - Non ne posso più di confrontarmi con il cretino di turno . B - Ma se parli sempre da solo... A- Lo so.