Immagine di Sarah DeRemer L'editing va fatto prima di tutto sui nostri pensieri. Il " visto, si stampi " dovrebbe valere solo per le parole meno perentorie. Ogni tanto, come pratica di igiene, ammettere di aver detto (scritto) una stronzata; ciò darebbe all'irritante " l'avevo detto " un senso di quieta franchezza: chi ammette di avere sbagliato, intenerisce i cuori degli ascoltatori a cui sarebbe piaciuto comunque. Dare ragione all'interlocutore, anche se ha torto, e poi finirlo usando le sue parole contro di noi. Non citare Voltaire a sproposito. Non citare nessuno scrittore a sproposito. Non citare nessuno scrittore. Meglio rubargli una frase e dire che è nostra; nel peggiore dei casi, si farebbe la fine di Lello Arena in Ricomincio da tre (" Chi parte sa da cosa fugge ...). Non fare pesare all'interlocutore la nostra superiorità culturale , a meno che quello più colto non sia lui. Rispettare chi non la pensa come noi, quando abbiamo ...
A - Ieri ho visto Lo spretato di Renato Qualcosa , con Riccardo Eccetera e altri attori eccellenti di cui non ricordo i nomi, perché mi sono perso i titoli di testa. C'è questo prete meridionale - interpretato dall'ineffabile Riccardo Eccetera, meridionale anche lui, di Trani o di Andria - che nel confessionale ascolta i peccati dei mafiosi , i quali nel segreto della confessione gli dicono, in confidenza: "Ho ammazzato quello, ho spacciato questo e quest'altro, ho strangolato, sciolto nell'acido, ho trafficato nel traffico, ma a messa sempre, eh, la Madonna chi non la venera l'ammazzo!" E il prete tra sé e sé: "Vabbè, sono ragazzi... chi è senza peccato..." Però dai e dai si stanca di sentire ogni volta la solita tiritera, e quindi decide di cambiare lavoro, di farsi uomo d'onore tra gli uomini d'onore, per comprenderne i tormenti, i dubbi e le piccole certezze: quella faccenda della mafia sarà poi tanto brutta? Diventa un crimin...