Ieri ho fatto due chiacchiere con l'IA (a Milano, AI). Ammetto che ero parecchio prevenuto. L'ultima volta, un mese fa, avevo digitato la frase "Adam Driver è un cane" e l'IA mi ha risposto: "No, è un attore". "Non è poi tanto raffinata, sta tecnologia" mi sono detto. Ieri ci ho riprovato. Abbiamo parlato di La morte felice di Camus - in cui la morte non rappresenta l'annichilimento dell'unità somato-psichica, ma l'affermazione dell'esistenza nella sua dimensione afinalistica -; dell'antinomia arte-vita nell'opera di Thomas Mann; del relativismo gnoseologico di Pirandello; della condizione dell'uomo borghese nel '900, cioè dell'inetto caduto nella rete di un quotidiano che lo riduce a particella di una nebbia in cui si sfalda la scintilla del pensiero libero e creativo. Abbiamo analizzato le incongruenze nella sceneggiatura di The Equalizer II (com'è possibile che una dirigente della CIA con sei lauree ...
Sbianchettare la colpa di uno - non giovane - chiamato alla prova dell'amore fisico o meglio sessuale con una ragazza di pochissimi anni che di uomini ne aveva avuti tanti. Lui invece … (Nessun oggetto) La faccia sotto il tavolo a respirare la carne delle estati e degli inverni, a guardare col naso la goccia d'olio leccata dall'orlo della bottiglia nello scantinato. Aspetti me, la mia insufficienza. Ricordi? Indosso l'accappatoio di Apollo — il pugile, non il dio; lo scorticatore, non il poeta da camera. Io e te incastrati nel retro delle somiglianze. E tu mi chiedi un bacio perché ho lo stesso odore di tuo zio vecchio come me o poco più. La sera che sparano i fuochi per la Madonna dei cafardi — i loggionisti che applaudono, quelli che fischiano ai petardi più fiacchi, il terrore dei passeri in fuga dagli alberi — ti cammino sul collo ...