Immagine di Sarah DeRemer L'editing va fatto prima di tutto sui nostri pensieri. Il " visto, si stampi " vale solo per le parole meno perentorie. Ogni tanto, come formula igienica, ammettere di aver detto una stronzata; ciò darebbe all'irritante "l'avevo detto" un senso di quieta franchezza: chi ammette di avere sbagliato, intenerisce gli ascoltatori a cui sarebbe piaciuto a prescindere. Dare ragione all'interlocutore anche se ha torto, e poi finirlo usando le sue parole contro di noi. Non citare Voltaire a sproposito. Non citare nessuno scrittore a sproposito. Non citare nessuno scrittore. Meglio rubargli un pensiero e dire che è nostro; nel peggiore dei casi, si farebbe la fine di Lello Arena in Ricomincio da tre ("Chi parte sa da cosa fugge..."). Non fare pesare all'interlocutore la nostra superiorità culturale, a meno che quello più colto non sia lui. Rispettare chi non la pensa come noi, quando abbiamo torto. Non rispettarlo, qu...