Passa ai contenuti principali

Alignment, translation by Samuel Fleck


#poem #jellyfish

The moment when under the pretense
of things taking shape
everything follows a haphazard course:
the look of whomever hates you kills your neighbor
the yapping of the bodies laying out in the sun          
has the transparency of jellyfish
the memories of the jellyfish talk
of revolutions washed up on the beach           
the lipstick derails past the groove of the lips
the kiss follows suit and loses its way too
the heel breaks on the runway
and nothing else happens just a nuisance
the walk jamming up no comic effect
the priest blesses the host and thinks of his mother 
the mother who doesn’t know French tells her son
j’ai prié pour toi the son suspects
that Dr. Stevenson is right
when he talks about bodily wounds
migrating with the soul
but he can’t confirm this because
the doctor died before his mother
a haphazard thought like all the rest.

 

Allinearsi


Il momento in cui col pretesto
delle cose che prendono forma
tutto segue una linea imprecisa:
lo sguardo di chi ti odia uccide il tuo vicino
il bla bla dei corpi stesi al sole
ha la trasparenza delle meduse
i ricordi delle meduse parlano
di rivoluzioni finite sulla spiaggia
il rossetto deraglia oltre il solco delle labbra
`il bacio lo segue e sbaglia strada anche lui
il tacco si spezza sulla passerella
e non succede altro solo un inconveniente
l’andare che si inceppa nessun effetto comico
il prete consacra l’ostia e pensa a sua madre
la madre che non sa il francese dice al figlio
j’ai prié pour toi il figlio sospetta
che il dottor Stevenson abbia ragione
quando parla di ferite del corpo
che emigrano con l’anima
ma non può verificarlo perché
il dottore è morto prima di sua madre
un pensiero impreciso come tutto il resto.


Commenti

Post popolari in questo blog

Una festa di compleanno

  Drew B. bassa 6 agosto 1978: ha inizio il sabba dei bambini che sanno, che conoscono il silenzio delle stelle raschiate dalla notte di Valpurga; dei bambini che parlano con il Doppio guardando il tramonto dalla finestra della loro stanza tappezzata di poster di cantantesse e lottatori in tanga. I bambini che sanno come si allungano le tibie (basta allentare i bulloni della barra di titanio conficcata nelle ossa); i bambini che pensano in terza rima e piangono in falsetto; i geni inconfessati che sbavano la minestrina mentre ripetono la lezione di greco senza averlo studiato e compongono inni per il Signore del primo piano, un seviziatore di gatti che ha scontato la pena e ora alleva pitoni di caucciù; i bambini che risolvono le equazioni seduti sul vasino. I geni precoci, gli enfant prodige, Dean, Drew, Macauley, Uto, Matteo, sniffatori di neve a sei anni, alcolisti a nove o (peggio) divoratori di lattughe e semi di chia, gli attori dei monologhi che ricordano al millimetro il lu...

Buttare via, buttare giù

  Considerare i libri degli attrezzi che, quando non servono più, si buttano come si fa con i ferri mangiati dalla ruggine. Fuori di metafora, leggere in fretta e passare oltre. Oppure leggere piano per far risuonare nella testa una frase, una parola, per chiarirla o trattenerla finché è possibile. La parola, la loffa. E che i libri si prendano tutta la polvere che vogliono, sopravvivranno al mobilio e ai muri della casa. Ogni scelta è legittima. Conosco persone divorziate tre volte che non buttano nella spazzatura nemmeno i saggi sul matrimonio perfetto, e non perché abbiano il senso dell’umorismo.   L’ossessione di ricordare anche ciò che è giusto dimenticare; il segno cancellato e resistente, una sostanza che corrode il punto più fragile dell’anti-memoria e appare quando non te lo aspetti, in trasparenza, come una traccia sottopelle. E il possesso, il libro come elemento primario di una costruzione: la “tua” libreria, tua e di nessun altro, con la superbia delle mensole...

Sopra e sotto il rigo

  Lucio Battisti (1943-1998), cantautore italiano. In coppia con Mogol-Giulio Rapetti, ha composto alcune tra le canzoni più famose della musica italiana, non sempre leggera. Ancora tu è il brano che ha impedito a tante coppie felicemente separate di trasformare la separazione in divorzio. A dispetto dei figli.   Carmelo Bene (1937-2002), attore e rivoluzionario salentino. Il suo Hommelette for Hamlet è la prova inoppugnabile che in arte “fare la frittata” è cosa buona e giusta. La leggenda secondo la quale urinò sul pubblico durante una rappresentazione a Roma, è un’invenzione certificata da un processo con assoluzione dell’imputato. Motivazione: Carmelo Bene nella pièce interpretava Gesù Cristo, che l’acqua la trasformava in vino.   Silvio Berlusconi (1936-2023), imprenditore e statista milanese. Ci ha regalato: un mondo “bipolare”, il connubio di interessi, un nuovo inno nazionale (come attacco scartò subito Avanti popolo della libertà alla riscossa ), il pup...