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Advisors, translation by Samuel Fleck



The eighty-year-old women that plod along
with their grocery carts and scramble on the
sidewalks their souls clinging to the breath
that ballasts them on the orbital floor
a remote control that drags them
from home to the market from the market to home
they seem to crumble with every heel stroke
on the stone paving chosen by the mayor.
You say this is it now they’ll fall and go to dust
without complaining or have time
to invoke the Madonna like my grandfather
pierced by a mattress iron.
But he was a boy and he could die.
They on the other hand won’t die
they swore it when they closed the door
before setting out on their adventure
amid blank looks and abuses fired off
by thirteen-year-old wise asses.
If you make the mistake of going near them
they give you advise about investing  
the economic crisis is a Judas’s trick
to bring to power phony invalids
psychology is shit for fools
whose sex is shriveled between their thighs
listen to those who know them by heart
the words that burn in the chest of young people      
like you born for the war that is waged
in the frightening apartment houses with silence
and with barks in the venom of the antechambers
of ministerial officials. Maybe you’re unemployed?     
Don’t believe the jet carpet salesmen
unless they give you a good deal:
what they bought last month didn’t get
more than a meter off the ground
and then fell back into dust. 
Pay attention to those who have lived
almost a century the last one
rolled around in the valley with the bones of the martyrs
and the beggars their words a mixture
of gold and shit that kills judges
more than TNT – it said that in a newspaper
I don’t remember which one. 
You listen to them saying their furious psalms
that they ask to rest on your arm
you listen to them you hate them ‘cause they were born
before ’49 the year of your mother
who didn’t give advice in the street
to spare herself the filth of the dogs
she never brought her cart with her
and she ended up in a hole
in the pit of a sorcery
sucked down by a crystal magnet.
You don’t have time to tell the old ladies
they shouldn’t call you a boy anymore because you have
some years on you and you asked God for many of them
lest you take the road of the sun
meanwhile they shed their lizard
skin they grow younger
all of a sudden they slip away in a snap
they’ll rest they’ll return as widows
who knows where and in what universe.
Right there next to you only a footprint remains
on the pavement a puddle
of opinions trite toothless immortal
like a dread that stains the grass with blood.




Consulenti


Le ottantenni che arrancano col carrello
della spesa e si arrampicano sui marciapiedi
con l’anima aggrappata al fiato
che le zavorra al piano orbitale
un telecomando che le trascina
dalla casa al mercato dal mercato alla casa
sembrano sgretolarsi a ogni colpo dei tacchi
sul basolato scelto dal sindaco.
Dici ecco ora cascano e si sfarinano
senza un lamento o fanno in tempo
a invocare la Madonna come mio nonno
trafitto da un ferro da materasso.
Ma lui era un ragazzo e poteva morire.
Loro invece no non moriranno
lo hanno giurato chiudendo la porta
prima di uscire all’avventura
tra occhiate e insulti sparati a salve
da figlientrocchia di tredici anni.
Se per sbaglio gli passi accanto
ti danno consigli sugli investimenti
la crisi economica è un trucco di Giuda
per portare al governo i falsi invalidi
la psicologia è roba da scemi
col sesso avvizzito tra le cosce
ascolta loro che sanno a memoria
le parole che bruciano il petto ai giovani
come te nati per la guerra che si combatte
nei condomini spaventosi di silenzi
e di abbai nel veleno delle anticamere
degli uffici ministeriali. O sei forse disoccupato?
Non credere ai venditori di tappeti a reazione
a meno che non facciano buoni prezzi:
quello che hanno comprato il mese scorso
non si alzava più di un metro da terra
e poi ricadeva nella polvere.
Dai retta a loro che hanno vissuto
quasi un secolo quello passato
rotolato a valle con le ossa dei martiri
e dei mendicanti le frasi mischiate
di oro e merda che uccidono i giudici
più del tritolo - lo ha scritto un giornale
non ricordano il nome.
Le ascolti nei loro salmi furiosi
che chiedono di reggersi al tuo braccio
le ascolti le detesti perché sono nate
prima del ’49 l’anno di tua madre
che non dava consigli lungo la strada
per evitare lo sporco dei cani
non portava mai il carrello appresso
ed è finita dentro una buca
nella voragine di una stregoneria
succhiata giù da un magnete di cristallo.
Non fai in tempo a dire alle vecchie
che non ti chiamino più ragazzo ché hai
i tuoi anni e molti li hai chiesti a Dio
per non imboccare la strada del sole
intanto quelle lasciano la muta
delle lucertole ringiovaniscono
all’improvviso sgusciano via rapidissime
si risposeranno torneranno vedove
chissà dove in quale universo.
Lì accanto a te resta appena un’orma  
sul pavimento una pozzanghera
di giudizi scontati sdentati immortali
come un raccapriccio che insanguina l’erba. 

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