| Drew B. bassa |
6
agosto 1978: ha inizio il sabba dei bambini che sanno e non parlano, che conoscono
il silenzio delle stelle raschiate dalla notte di Valpurga; dei bambini che
parlano con il Doppio guardando il tramonto dalla finestra della loro stanza tappezzata
di poster di cantantesse e lottatori in tanga.
I
bambini che sanno come si allungano le tibie (basta allentare i bulloni della barra
di titanio conficcata nelle ossa); i bambini che pensano in terza rima e
piangono in falsetto; i geni inconfessati che sbavano la minestrina mentre
ripetono la lezione di greco senza averlo studiato e compongono inni per il
Signore del primo piano, un seviziatore di gatti che ha scontato la pena e ora
alleva pitoni di caucciù; i bambini che risolvono le equazioni seduti sul
vasino. I geni precoci, gli enfant prodige, Dean, Drew, Macauley, Uto, Matteo,
sniffatori di neve a sei anni, alcolisti a nove o (peggio) divoratori di
lattughe e semi di chia, gli attori dei monologhi che ricordano al millimetro il
luogo in cui il sangue di Yorick è stato assorbito dalla terra. I bambini che
prenderanno il tuo posto, gli ingegneri costruttori di ponti cibernetici,
inventori di app e amministratori delegati, giuristi che no, non sono stati
loro a infilare le banane sotto il cuscino del sofà. I bambini, i bàmbini secondo
Davide che mette l’accento dove capíta, le verità non scritte che luccicano
nella cataratta di Socrate, i bambini che salveranno il mondo dal diluvio e
dalla peste e ti prendono per mano e ti chiamano zio anche se non hai sposato
la sorella del padre. I bambini, uomini molto bassi che possono uccidere senza
andare in galera; Rocky che grida “Adrianaaaaaa!”: Adriana la baby sitter, che
davanti alla tv piange disperata: “Cosa ci dico adesso ai genitori di Rocky,
quel delinquente? Ce l’avevo detto di non uscire, di non fare a botte…”; Kim,
“fai prima a saltarlo che a girargli intorno”, mangia bombe alla crema al Bar Forattini.
Fateli
sparare, fategli fare la guerra, schiacciare il bottone dell’atomica sbattendo
le palpebre, soffiando forte sulle candeline.
Happy birthday to youuuu,
happy birthday to youuuuu,
happy birthday Mr.
Presideeent.
Happy birthday to youuuuu…
canta
Lucrezia ubriaca di Za
bov
all’impresario dei gonfia
bili,
una maschera di carto
ne
sulla faccia col sorris
o
di John Fitzgerald K.
eroe
della seconda
guerra
mondiale -
già
da ragazzo
aveva
il mal
di
schiena -
dico
John
un
attimo
prima
di
essere
ucciso
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