Passa ai contenuti principali

Appendix to the Speech of the Name, translation by Samuel Fleck



There’s also the name you believe you inhabit
as long as you don’t hear it come out of a mouth
distorted by clear or muddled pronunciation
it changes little: you don’t respond
(aren’t they talking to your cousin who casually
wears your grandfather’s name second-hand?).
The illusory numbered name breath of a voice
you don’t recognize tosses about  
with you in your dreams voice of sand
that asks you for a kiss you can’t respond.
It isn’t the same name spoken
three times by the person dying before you
your father who calls you and speaks mysterious
words you can’t even make out one:
you don’t know if the untouched light of the desire
to take you to Paris is slurring them
the unknown caresses of the world
a reproach the last one
a little noisier happy
like the body that learns not to be there.
Once in a while you play them back
to guess at the meaning of the speech
but the name your father gave you
a misguided gift a mark on your face
is the only sentence you understand. 

Appendice al discorso del nome


C’è anche il nome che credi di abitare
finché non lo senti uscire da una bocca
sformato dalla pronuncia chiara
confusa cambia poco: non rispondi
(ce l’hanno con tuo cugino portatore disinvolto
del nome nonnesco di seconda mano?).
Il nome illusorio numerato soffio di una voce
che non riconosci si rivoltola
con te nei sogni voce di sabbia
che ti chiede un bacio tu non puoi rispondere.
Non è lo stesso nome detto
tre volte da chi sta morendo prima di te
tuo padre che ti chiama e ti dice
parole misteriose non ne capisci una:
non sai se le strascica la luce intatta
del desiderio di portarti a Parigi  
le carezze sconosciute del mondo
un rimprovero l’ultimo
un po’ più rumoroso allegro
come il corpo che impara a non esserci.
Ogni tanto le riascolti
per indovinare il senso del discorso
ma il nome che ti ha dato tuo padre
un regalo sbagliato un’impronta sulla faccia
è l’unica condanna che comprendi.
Little Exercises in Neglect

The first to fall were the plants
not by the will of time or fate
but of the so-called gardener

Commenti

Post popolari in questo blog

E poi la musica

  Bevevamo il Nero di Troia  cercando un vento freddo tra gli ulivi quando imbracciava la fisarmonica e io ficcato in una buca, la cera nelle orecchie, un maccaturo in bocca per non dirgli che suonava a morto che detestavo le sue canzoni  - io ero Ulisse e lui la sirena dell'amore chiaro inappagato - quando chiudeva gli occhi  e annusava il battito della campagna per inseguire le note più lontane - sorridevo balordo, gli gridavo  ancora.       Venere spastica moriva per lui ballava nel fuoco come un pipistrello.

Una festa di compleanno

  Drew B. bassa 6 agosto 1978: ha inizio il sabba dei bambini che sanno, che conoscono il silenzio delle stelle raschiate dalla notte di Valpurga; dei bambini che parlano con il Doppio guardando il tramonto dalla finestra della loro stanza tappezzata di poster di cantantesse e lottatori in tanga. I bambini che sanno come si allungano le tibie (basta allentare i bulloni della barra di titanio conficcata nelle ossa); i bambini che pensano in terza rima e piangono in falsetto; i geni inconfessati che sbavano la minestrina mentre ripetono la lezione di greco senza averlo studiato e compongono inni per il Signore del primo piano, un seviziatore di gatti che ha scontato la pena e ora alleva pitoni di caucciù; i bambini che risolvono le equazioni seduti sul vasino. I geni precoci, gli enfant prodige, Dean, Drew, Macauley, Uto, Matteo, sniffatori di neve a sei anni, alcolisti a nove o (peggio) divoratori di lattughe e semi di chia, gli attori dei monologhi che ricordano al millimetro il lu...

Sopra e sotto il rigo

  Lucio Battisti (1943-1998), cantautore italiano. In coppia con Mogol-Giulio Rapetti, ha composto alcune tra le canzoni più famose della musica italiana, non sempre leggera. Ancora tu è il brano che ha impedito a tante coppie felicemente separate di trasformare la separazione in divorzio. A dispetto dei figli.   Carmelo Bene (1937-2002), attore e rivoluzionario salentino. Il suo Hommelette for Hamlet è la prova inoppugnabile che in arte “fare la frittata” è cosa buona e giusta. La leggenda secondo la quale urinò sul pubblico durante una rappresentazione a Roma, è un’invenzione certificata da un processo con assoluzione dell’imputato. Motivazione: Carmelo Bene nella pièce interpretava Gesù Cristo, che l’acqua la trasformava in vino.   Silvio Berlusconi (1936-2023), imprenditore e statista milanese. Ci ha regalato: un mondo “bipolare”, il connubio di interessi, un nuovo inno nazionale (come attacco scartò subito Avanti popolo della libertà alla riscossa ), il pup...